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Lavoro precario: i giovani sempre più in affanno. Un po’ di numeri

Pubblicato il: 12 Febbraio 2018

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In Italia il lavoro precario incide sempre più sui giovani. Infatti, essere giovani lavoratori non è semplice: le tipologie di contratto si sono moltiplicate a dismisura mentre le misure previdenziali collegate ad esse, no. Ma gli ultimi dati ISTAT in merito all’occupazione, sembrano essere un po’ più incoraggianti. Il tasso di disoccupazione è calato di 0,4% rispetto ad un anno fa, quando si attestava attorno all’11,6%. Anche la disoccupazione giovanile è diminuita rispetto allo scorso anno, arrivando ad interessare il 35,1% della popolazione italiana, percentuale sempre troppo alta rispetto comunque gli standar europei e mondiali.

Lavoro precario, come leggere i numeri

Questa tendenza ha coinvolto in particolar modo due categorie: le donne e i lavoratori a termine. Le donne occupate sono diventate il 48,9% della popolazione. Nonostante ciò, il dato allarmante è che 1 donna su 2 è ancora in casa. Le fasce d’età interessate al calo della disoccupazione sono maggiormente quelle giovanili. La popolazione con età compresa tra i 35 e i 49 anni, vede un calo del lavoro indipendente: 42mila persone in meno svolgono attività di questo tipo rispetto allo scorso anno.

La lettura di questi dati da parte della politica è molto varia, così come quella dei sindacati e degli imprenditori. Gentiloni si dice soddisfatto di questi dati, frutto di un lavoro politico importante, soprattutto per i risultati in merito all’occupazione femminile. “Un lento ma continuo miglioramento dell’economia e degli occupati” è stato definito da Cesare Damiano (PD). Dura l’opinione della rappresentante di Forza Italia Anna Maria Bernini che denuncia come “ridicola” la lettura ottimistica dei dati e chiede una riduzione significativa del costo del lavoro.

La Confcommercio interpreta i dati in maniera duale: come “segnale positivo” di crescita, in quanto in Italia ci sono 60mila disoccupati in meno rispetto al 2008 e come “fattore critico” soprattutto in relazione alla fascia dei lavoratori tra i 35 e i 49 anni e agli indipendenti. La Cigl, d’altro canto, denuncia la precarietà che l’aumento dell’occupazione riversa nelle vite dei nuovi giovani occupati.

Non resta che sperare che l’incremento dell’occupazione possa solo aumentare durante tutto l’arco del 2018, magari seguendo qualche strada alternativa come il network marketing portato avanti da professionisti come nel caso di Easybusiness24.

 

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